HPV e Sterilità

L’infezione da Papilloma virus (HPV, Human Papilloma Virus) è tra le infezioni a trasmissione sessuale più diffuse. È spesso asintomatica ed è stato stimato che circa l’80% della popolazione sessualmente attiva contrae l’infezione da HPV attraverso il contatto con le mucose genitali e/o orali infette. Nella maggior parte dei casi, però, l’infezione si risolve spontaneamente.

I diversi ceppi di HPV sono distinti in genotipi a basso rischio e genotipi ad alto rischio in base al tipo di lesione cellulare che sono in grado di provocare. I genotipi di HPV a basso rischio determinano lesioni cellulari benigne (le verruche), mentre i genotipi di HPV ad alto rischio, in caso di infezioni persistenti, possono provocare lesioni cellulari precancerose a livello cervico-vaginale, ano-genitale e/o aereo-digestivo.

In Italia il Ministero della Salute ha organizzato un programma di prevenzione e di screening dell’infezione da HPV e dei tumori da esso causati che prevede la vaccinazione gratuita dei bambini e delle bambine di età compresa tra gli 11 e 12 anni, l’esecuzione del test HPV nelle donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni a intervalli quinquennali e, in caso di positività al test, protocolli di approfondimento diagnostico (Pap-test e/o visita colposcopica).

Recenti studi presenti in letteratura hanno inoltre evidenziato che l’HPV può influenzare negativamente anche la fertilità degli individui. Negli uomini la presenza dell’HPV nel liquido seminale altera la motilità degli spermatozoi che risulta essere significativamente più bassa rispetto a quella degli uomini non infetti (25,9% vs 34,3%).

Inoltre, l’HPV influenza la capacità di legame degli spermatozoi con gli ovociti attraverso la produzione di anticorpi anti-spermatozoo che risulta essere maggiore nei soggetti HPV positivi rispetto ai soggetti HPV negativi (40,7% vs 10,5%)

L’infezione da HPV influenza anche l’esito dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita. Nelle donne infette da HPV, infatti, la probabilità di ottenere la gravidanza si è dimostrata inferiore rispetto a quella delle donne non infette ricorrendo a tecniche di fecondazione assistita di primo livello (1,87% vs 11,36%) e di secondo livello (23,5% vs 57%) [1].

L’HPV aumenta anche il rischio di aborto spontaneo. Nelle coppie in cui almeno uno dei due partner contrae l’infezione da HPV, infatti, la percentuale di aborto risulta essere maggiore se confrontata con quella delle coppie non infette. Inoltre, il rischio di aborto spontaneo aumenta ulteriormente se in entrambi i partner l’infezione risulta in corso [2].

L’infezione da HPV potrebbe, infine, influenzare negativamente lo sviluppo embrionario poiché lo spermatozoo, fecondando l’ovocita, può veicolare al suo interno il genoma virale. Studi condotti in vitro sul modello animale hanno infatti evidenziato che gli embrioni che esprimono il genoma dell’HPV hanno una minore capacità di impianto all’interno della cavità uterina. Ciò potrebbe spiegare la minore probabilità di ottenere la gravidanza delle coppie HPV positive rispetto alle coppie HPV negative, sebbene ad oggi il ruolo dell’HPV sullo sviluppo embrionario sia stato valutato solo sul modello animale.

Risulta, invece, più plausibile un coinvolgimento dell’HPV sull’infertilità di coppia confrontando gli esiti dei trattamenti di fecondazione assistita tra le coppie infette e le coppie non infette. Durante l’anamnesi della coppia infertile si dovrebbe dunque valutare con maggiore attenzione la presenza di un’infezione in corso da HPV in uno e/o in entrambi i partner, soprattutto nei casi di infertilità idiopatica.

Nelle donne questo è possibile mediante l’esecuzione del test HPV che consente di valutare la presenza del virus a livello del collo dell’utero e del canale cervicale e, in caso di positività, la presenza di eventuali lesioni cellulari. Per gli uomini, invece, a oggi non esiste un metodo di screening dell’infezione da HPV, tuttavia nei soggetti con infertilità inspiegata sarebbe opportuno ricercarne la presenza nel liquido seminale mediante il ricorso a indagini molecolari.

In caso di positività non esiste un trattamento contro l’infezione da Papilloma virus, ma l’infezione si risolve spontaneamente. Nelle giovani coppie con infertilità idiopatica, prima di sottoporsi a un trattamento di fecondazione assistita, potrebbe dunque essere opportuno attendere la risoluzione spontanea dell’infezione. Inoltre, per gli uomini che contraggono l’infezione da HPV la vaccinazione potrebbe essere considerata una valida strategia per contrastare gli effetti dell’HPV sulla qualità del liquido seminale e migliorare gli esiti dei trattamenti di fecondazione assistita.

BIBLIOGRAFIA

1. Depuydt CE, Verstraete L, Berth M, et al. Human Papillomavirus positivity in women undergoing intrauterine insemination has a negative effect on pregnancy rates. Gynecol Obstet Invest 2016;81:41-6

2. Perino A, Giovannelli L, Schillaci R, et al. Human papillomavirus infection in couples undergoing in vitro fertilization procedures: Impact on reproductive outcomes. Fertil Steril 2011;95:1845-8

Chi sono

Sono un medico specializzato in Ginecologia e Ostetricia, mi occupo di procreazione medicalmente assistita, aiuto le coppie a coronare il loro grande sogno di diventare genitori e le donne ad ascoltare e conoscere il proprio apparato sessuale.

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